martedì 3 febbraio 2009

Lo scoglio in Fillandia: l'origine del metodo


Stanislavskij era in turnè in Fillandia e la mattina usava meditare guardando uno scoglio riflettendo su ciò che in quel momento gli stava succedendo come attore. Si trovava a dover interpretare STOCKMANN. Si trovava davanti ad una crisi che riguardava il suo modo di recitare: "Prima non vedevo l'ora di iniziare, ora non vedo l'ora di finire. Più vado avanti, più cose perdo: qualità, vita...". Subiva una grande morte spirituale dell'interpretazione. Stanislavskij era esteriormente perfetto. Conosceva talmente bene la parte che poteva stare altrove con i pensieri. Decise allore di raccontarsi come aveva costruito questo personaggio.....tornò indietro... Non aveva lavorato solo d'imitazione ma aveva attinto dal suo passato scavando nella sua memoria emotiva, recuperando i sentimenti che aveva creato allora. Con il passare del tempo aveva perso tutto il versante interiore perchè il passare degli anni aveva cancellato quei ricordi vivi. Si trovava a vivere ciò che criticava: una recitazione meccanica e d'istinto.
Come preservare la parte dalla morte spirituale? Come fare per creare viva la parte e tenerla in vita? Rispondendo a queste domande Stanislavskij arrivò a creare il metoto.
1^VIA ------ Dall'interno all'estrno: MEMORIA EMOTIVA
2^VIA ------ Dall'esterno all'interno : AZIONI FISICHE

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